Coriano 24-10.09

Ieri, che serata indimenticabile!

Il video prima, con le  immagini commoventi di don Oreste, le sue parole, la sua vita straordinaria,   . . .  poi  la testimonianza  della Mara:  il suo semplice raccontarsi, nelle grandi cose che fa, con tanto amore.

La pioggia, la burrasca, il vento, . . .  sì hanno  fermato qualcuno, ma non sa cosa si è perso!

Di fronte alle belle parole ascoltate ed alle emozioni provate, si percepiva  il desiderio comune di unità, di voglia di collaborare insieme per il bene della nostra realtà vicina e per quella di tutta l’umanità.

Per fare appunto della razza umana una FAMIGLIA UMANA.

Grazie a tutti quelli che in qualche modo hanno collaborato per la buona riuscita della serata.

Maria Conti

Carissimo benefattore, in qualità di missionaria dell’Istituto delle Maestre Pie dell’Addolorata nella terra del Bangladesh, ti rendo noto che la nostra situazione è costantemente precaria: i poveri sono tantissimi, c’è mancanza di lavoro, di sicurezza a causa del clima, per le frequenti inondazioni che sottraggono alla popolazione già povera, quelle poche cose accumulate nel periodo benefico.

Pertanto c’è tanta miseria, malattie, con tutte le conseguenze che esse portano.

I bambini non possono frequentare la scuola per assenza di mezzi, ed anche perché le loro giovani forze sono necessarie per il sostentamento della famiglia. Il povero, quindi, è senza istruzione e non potrà avere un lavoro sicuro, un salario sufficiente per vivere con dignità.

Ogni abitazione è una capanna di tre o quattro metri quadrati e generalmente la vita si svolge fuori; i bimbi stanno sulle strade dove trovano spazio, ne incontrano altri per giocare, ma spesso anche per scovare espedienti, non sempre leciti, per sopravvivere.

Il CENTRO CARLOTTA in Dhaka, inaugurato il 27/12/2005, è sorto proprio con lo scopo di sottrarre tanti di questi bambini alla strada, per raccoglierli e dare loro una prima conoscenza scolastica. In un anno, circa, apprendono i due alfabeti, quello inglese e quello bengalese (base necessaria per l’accesso alla scuola); poi cerchiamo di inserirli nella scuola governativa per la prima classe, dove hanno il doppio turno e non imparano molto. Nello stesso tempo continuiamo a seguirli nel Centro per il doposcuola, con l’intento di completare lo scarso insegnamento che ricevono.

In Bangladesh, ogni studente ha il proprio tutore, senza lezione privata non riescono ad imparare, il povero non ha questi mezzi, per questo continuiamo a seguirli fino a quando hanno voglia di studiare e siamo responsabili per ogni spesa scolastica. Dare a questi bambini un buon livello d’istruzione é il primo passo per guidarli fuori dal circolo vizioso della povertà (povertà = niente istruzione, niente istruzione = povertà), verso un futuro migliore.

Ormai sono nove anni che accogliamo questi bambini che sono sempre in aumento. Abbiamo iniziato con due sorelle che rovistavano nell’immondizia e, senza particolare propaganda, siamo arrivati oggi a circa 200 presenze (tutti musulmani), divisi in 10 gruppi durante la giornata. Alcuni dei primi sono già sposati, altri lavorano, alcuni continuano con fedeltà a frequentare il Centro.

I nostri bambini non solo sono istruiti nella scuola, ma ogni giovedì c’é il teatro con l’aiuto di alcuni operatori del gruppo “Teatro Asiatico”. Il canto ed il gioco in gruppi sono state le prime “terapie”, poi si é passati al teatro, per dare loro la possibilità di esprimersi più adeguatamente, valorizzando al massimo capacità intellettuali ed espressive, acquisendo così la certezza che anche nella loro povera vita c’é un valore che l’indigenza non può distruggere.

Lo scopo generale della nostra Missione, che è quello proprio della nostra vocazione, è aiutare la persona a capire, valorizzare e vivere la propria dignità; per questo nel Centro i bambini possono esprimersi attraverso la danza, la musica, la cultura, e crescere nella conoscenza e la stima di se stessi. Ciò che ci conforta tantissimo è vedere che tanti bambini ritrovano la gioia e la felicità di vivere ed esprimersi. Siamo felici per i risultati ottenuti.

Seguiamo altri 600 bambini (circa) in adozione a distanza, dai villaggi cattolici. A loro provvediamo per l’educazione scolastica e religiosa oltre che offrire un sufficiente aiuto economico.

Siamo grati ai tanti benefattori che hanno contribuito a realizzare questo Centro a vantaggio di minori e poveri senza futuro.

Il secondo obiettivo del CENTRO CARLOTTA é quello di creare, o meglio potenziare, visto che in parte é già operativo, un laboratorio ricami e cucito nel quale inserire giovani donne e madri. Il Centro insegnerà l’arte del ricamo ad alto livello, con la produzione di articoli di gran classe che potranno essere venduti localmente e soprattutto sui mercati esteri. Le ricamatrici potranno acquisire oltre ad un buon reddito, anche una elevata professionalità in questo settore, professionalità che le aiuterà a trovare un lavoro di qualità e ben retribuito anche al di fuori del Centro.

Il terzo progetto riguarda la creazione di una scuola di Economia Domestica e Cucina Internazionale (pulizie, lavanderia, stireria, etc.). La finalità di questo settore é quella di preparare del personale molto qualificato, per svolgere attività domestiche presso datori di lavoro stranieri (Ambasciate, Consolati, Società) o presso alberghi e strutture locali. I corsi di cucina internazionale produrranno personale capace di rispondere alla sempre maggiore domanda di cuochi/e, domestici/e sul territorio.

Con la professionalità acquisita, i nostri studenti potranno avere accesso a posti di lavoro qualificati, ben pagati e non saltuari. Nel futuro il Centro dovrebbe anche ospitare una scuola di cucito a macchina per formare sarti/e.

Il Centro ospita anche una piccola comunità di suore e giovani ragazze che sono accolte per la prima esperienza di vita religiosa. Le suore con le ragazze in questione saranno responsabili per l’organizzazione, l’andamento dei vari corsi e veglieranno su tutte le attività affinché si svolgano in un clima di lavoro sereno, serio e pieno di reciproco rispetto.

Suor Luisa Falsetti

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