Relazione per i benefattori
15 settembre 2008
Dhaka, 15 settembre, 2008
Il Centro Carlotta, mentre ringrazia dell’aiuto ricevuto in quest’anno da tanti benefattori, per la
maggior parte dalla zona della Dicesi di Rimini, vuole fare presente la situazione attuale:
• che cosa è stato fatto nel 2008, oltre alla normale attività di alfabetizzazione e dopo scuola,
• che cosa si deve fare ora, per aiutare i nostri bambini,
• che cosa si dovrà fare, per non fermare l’attività
Che cosa si e’ fatto nel 2008, oltre alla normale attività di alfabetizzazione e dopo scuola, i 320 bambini del Centro sono stati aiutati con tutte le spese scolastiche, visite mediche,
medicine e piccoli interventi chirurgici.
E’ stato consegnato a 35 famiglie un contributo per l’affitto delle capanne.
Sono state riparate e allargate 38 capanne.
E’ stato consegnato riso e dhall (lenticchie) alle famiglie circa una volta al mese.
Ogni bambino ha ricevuto un ombrello prima della stagione delle piogge.
Sono state date calzature, vestiti estivi e invernali ai bambini e una coperta di lana a
ciascuno per la stagione fredda.
A tutti i bambini è stato dato un pranzo completo molte volte, oltre alla merenda che ogni
giorno consumano con gioia.
Che cosa si deve fare ora, per aiutare i nostri poveri
In questo periodo l’intervento più urgente è consegnare riso e dhall per le famiglie. I prezzi del mercato alimentare sono aumentati in un anno del 55% mentre i salari dei lavoratori giornalieri sono rimasti invariati. L’introduzione delle prime macchine agricole, inoltre, ha ristretto di molto la richiesta di mano d’opera. Ma il rischio maggiore adesso viene dalla siccità conseguente ad un cambiamento radicale del clima. La temperatura si è alzata, la stagione delle piogge si è ridotta drasticamente mentre la durata della stagione secca è triplicata. Il prezzo alto del riso impedisce alla gente di mangiare a sufficienza. Il nostro intervento è piccolo, ma almeno per una settimana ogni famiglia può consumare regolarmente i pasti.
Che cosa si dovrà fare, per non fermare l’attività
Per non fermare l’attività si devono tenere ‘stretti’ tutti gli amici – benefattori che con cuore caritatevole e mani generose contribuiscono alle varie necessità del Centro. Questa generosità è simbolo di una coscienza libera che non è legata a delle particolari risposte. Aiutare i poveri che mai si avrà modo di incontrare, mi dice la libertà di cui è ricco il benefattore.
Viviamo in un paese straniero per noi Italiani, e questo mi fa ricordare la preghiera della donna Cananea, straniera anche lei al tempo di Gesù, “Anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni” Questa è la nostra situazione: ogni briciola data col cuore diventa pane che sfama e dona la certezza di sentirsi amati da qualcuno.
Grazie per ogni briciola data al Centro Carlotta, grazie per tanto amore generoso e fedele.
Continuate a volerci bene.



